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Lunedì, 28 Luglio 2014 00:00

LIBRANDOSI 2014 - il calendario

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Rassegna letteraria che prevede la presentazione di libri e la presenza dei relativi autori. La presentazione si svolgerà sul viale principale del Lido degli Estensi (Viale delle Querce), dove si allestirà un palco sul quale l'autore di "punta" presenterà il suo libro, affiancato da uno scrittore emergente della zona (questo per dar voce anche a chi è meno conosciuto), interloquendo con gli organizzatori e il pubblico.

 

PRIMA SERATA 11 LUGLIO
Presso: Libreria Le Querce - Viale Delle Querce 22
44029 Lido Degli Estensi (FE) - Tel: 0533324236 
Per informazioni : Leonardo Romani 347/9610913

STEFANO BONAZZI

Stefano BonazziNato nel 1983 a Ferrara, web master di professione e grafico, da oltre dieci anni realizza composizioni e fotografie sul mondo dell' arte pop surrealista. Le sue opere sono state esposte, oltre che in Italia, a Londra, Miami, Seul, Monaco. Come autore, ha esordito nel 2011 con il racconto “Stazioni di posta”scelto da Gianluca Morozzi per l' antologia “Auto Grill”, cui sono seguiti “Morsi”, “Il voltatore di pagine” e “Primo amore”. Per maggiori informazioni visitate il suo sito www.stefanobonazzi.it

 

 

 


A BOCCA CHIUSA
(Newton Compton)

boccachiusaE’ da tempo che non capita più un fenomeno editoriale come Niccolò Ammaniti, uno capace di vendere milioni di copie con romanzetti hard harmony tipo “Io non ho paura” e di entrare nell’immaginario collettivo non di una generazione, ma di Gabriele Salvatores. A quei tempi bisognava scrivere che erano dei capolavori. Io non li ho mai letti. Mi hanno sempre annoiato. Per questo non ho mai scritto niente di Ammaniti. L’ho sempre trovato un genio (in)compreso nel prezzo. Uno scrittore sempre vicino a (s)fregare la lampada della creatività, ma troppo preso dal non rimanere invischiato con il suo Mr Hyde Enrico Brizzi. A quei tempi, anni fa, erano la faccia opposta della stessa medaglia. Brizzi il buono e Ammaniti il cattivo. Per la prima volta nella mia vita ho tifato per il buono. Poi la svolta: Ammaniti spiazza tutti e pubblica con Mondadori “Come Dio comanda”, naturalmente diventato un film di Salvatores. I suoi fan, all’epoca erano il lato oscuro dei lucchetti di Moccia, lo abbandonarono davanti a quel mattone di 500 pagine. Io ho iniziato ad apprezzarlo di nuovo. Di nuovo perché ero rimasto folgorato dai primi lavori di Ammaniti: i tre racconti di “Fango”, fantastici, e il racconto scritto a quattro mani con Antonio Manzini nella raccolta einaudiana “Crimini”: geniale. Oggi mi capita di leggere Ammaniti soltanto sulle copertine degli altri o sulle quarte di copertine. Ne ho collezionate abbastanza per comprendere che con tutti quei “blurb” credo che Ammaniti stia scrivendo un libro sui libri degli altri. Insomma: che abbia un suo piano geniale di scrittura. Non si spiegherebbe altrimenti. Tutto per raccontarvi chi è Stefano Bonazzi (che non conosco, ma mi sembra nomen omen) che con “A bocca chiusa” arriva domani in libreria per Newton Compton Editori (euro 9,90). Lo so: Newton Compton, la vostra diffidenza, libri commerciali, blockbuster.

Questo per arrivare a dire che Stefano Bonazzi, malgrado questi (s)vantaggi, è il nuovo Ammaniti. Lo so, potrebbe suonare come un non complimento, ma lo è. Bonazzi è come Ammaniti se Ammaniti fosse davvero Ammaniti. Bonazzi è un Ammaniti come dovrebbe essere Ammaniti. Bonazzi ha uno stile di scrittura da ipnotista cieco. Ogni parola non la vede, ma la sente, la calibra, la scrive, la inforca, la scrive. E’ ipnotico. Come può essere ipnotico Paolo Sortino in “Elisabeth” (un capolavoro). Ma Bonazzi è più concreto, meno onirico, più spiazzante, meno elegante forse, da sprangate in faccia, ma senza cadere nello splatter, Bonazzi è un genio della penna che si fa leggere con un nodo scorsoio alla gola: il suo e quello di noi che lo leggiamo. Potrebbe essere uno psicopatico, di certo è uno che ha problemi nella vita, ma quale artista non li ha? La differenza tra un artista e un vero artista è che il vero artista, come Bonazzi, i suoi problemi ce li confessa. Consegnandoci un libro terribile. Ad ogni riga. Ad ogni pagina. A ogni punto. Il suo è un telegramma di dolore. Vivo. Pulsante. Schiacciante. Inebriante. Estatico. “A bocca chiusa” è un libro raro, da leggere e conservare. Certo c’è qualche ingenuità, il libro nell’ultima parte non scorre (ma in Newton gli editor cosa fanno?), ma è certamente il primo segno di un autore di cui sentiremo molto parlare. Di solito non ho mai sbagliato.

Per acquistare il libro: www.newtoncompton.com


PAOLO VITALIANO PIZZATO

vitalianoPaolo Pizzato, 43 anni, lavora da anni come redattore in un’agenzia di comunicazione di Milano. Alla scrittura si è avvicinato leggendo, con passione, convinzione, ostinazione. Molti gli autori che ama, su tutti Louis-Ferdinand Céline, Cormac McCarthy, Thomas Pynchon, William Gaddis, Leonardo Sciascia, Edith Wharton, Isaac B. Singer. È titolare di un blog di consigli “libreschi” che potete consultare all’indirizzo http://ilconsigliereletterario.blogspot.com. Ha scritto due romanzi e sta lavorando al terzo. La pubblicazione dell’ebook Quell’immensa solitudine d’amarti solo io, Priamo e Meligrana Editore, segna il suo esordio letterario.

 


QUELLA SOLITUDINE D' AMARTI SOLO IO (Priamo)

quellasolitUna famiglia, un neonato. Per i neogenitori, quella che dovrebbe essere un'avventura entusiasmante diventa poco alla volta un'esperienza terribile. A pesare su di loro sono i rapporti non risolti con i rispettivi genitori. La neomamma realizza che quello che avrebbe dovuto essere un rapporto d’amore (il suo con i genitori), e che in effetti è stato un legame di questo genere, in realtà si è sviluppato come una prova di forza e ha evidenziato inquietanti tratti di violenza psicologica. Ora la donna teme di far rivivere le stesse cose al proprio figlio e vorrebbe ribellarsi a questo destino.

Per acquistare il libro: www.ibs.it

 

 

 

 

 

SECONDA SERATA 18 LUGLIO
Presso: Libreria Le Querce - Viale Delle Querce 22
44029 Lido Degli Estensi (FE) - Tel: 0533324236 
Per informazioni : Leonardo Romani 347/9610913

 

PATRICK FOGLI

patrickfogliÈ nato a Bologna ed è ingegnere elettronico. Ospite al Festivaletteratura di Mantova, finalista al Premio Scerbanenco al Noir in Festival di Courmayeur, è considerato dalla critica uno degli scrittori più interessanti e originali della narrativa italiana di oggi. Per Piemme ha scritto Lentamente prima di morire – il cui protagonista, Gabriele Riccardi, torna anche ne La puntualità del destino – L’ultima estate di innocenza e i romanzi Il tempo infranto, sulla strage alla stazione di Bologna, e Non voglio il silenzio, con Ferruccio Pinotti, sull’omicidio Borsellino e la trattativa Stato-mafia.
Ha scritto con Stefano Incerti la sceneggiatura di Neve, il nuovo film del regista napoletano.

 

 

 

 

DOVREI ESSERE FUMO ( Piemme)

esserefumoAlberto Corini, ex agente dei corpi speciali in cerca di una nuova, vera identità, benestante e disorientato, riceve l’incarico di proteggere un anziano in fin di vita ricoverato in una clinica di lusso, incarico che dovrà svolgere per conto di un misterioso e danaroso cliente. Chi sia il vecchio, chi sia il cliente, perché Alberto sia lì, a fare sorveglianza notturna in preda ai suoi fantasmi di guerra e violenza, è la storia che si dipana sotto gli occhi del lettore, a capitoli alterni tra passato e presente, legati tra loro da un misterioso quaderno azzurro.

 

Un pomeriggio venne a trovarmi un compagno di studi, abitava nella via accanto, dall’occupazione non l’avevo più visto. Ci sedemmo in cucina e mi raccontò che un’amica di sua sorella, una ragazza che conoscevo bene e a cui aveva fatto una corte spietata, era stata uccisa da un gruppo di soldati. L’avevano presa davanti a casa, caricata su una camionetta, violentata a turno e picchiata e alla fine uno di loro le aveva sparato in testa, subito dopo averla scaricata davanti al portone. Abbiamo fatto un’opera di bene, aveva detto, in un francese stentato,  ma comprensibile. Lo dissi a mio padre, decidemmo di non dire nulla alle donne di casa, che sentivano comunque le stesse voci che arrivavano a noi, e riuscimmo a farci promettere che non sarebbero uscite da sole, una recita che fingeva protezione e non consolava nessuno. La nostra vita, quella di tutti, non valeva nulla, se fosse capitato a una di loro, saremmo soltanto morti insieme.
Arrivarono una dopo l’altra una serie di regole e leggi a cui non potevamo sottrarci. Aver ceduto la fabbrica prima dell’occupazione ci evitò l’obbligo di svenderla, ma fummo lo stesso censiti e scoprimmo che era stato emesso uno speciale statuto per definire che cosa si dovesse intendere per ebreo e in quali categorie dovevamo essere divisi, a seconda della nazionalità o dell’utilità economica. Eravamo esclusi dalle cariche pubbliche, dalla stampa, ogni diritto civile era abolito, non eravamo più niente. 
Fu allora che scoprii che l’essere umano fa l’abitudine a tutto.
Pur in quelle condizioni, schiacciati, sfruttati, in costante pericolo di vita, eravamo riusciti a costruirci un’esistenza alternativa. Eravamo insieme, tutti, e nella nostra casa, ancora una famiglia, sicuri che la tempesta sarebbe passata, che bastasse attendere a testa bassa per uscirne vivi e ricominciare. I nostri nuovi padroni ci odiavano, ma in casa eravamo al sicuro. Nessuno poteva farci niente dentro casa.
Era nostra, soltanto nostra.
Ma non sarebbe durata.

Per acquistare il libro: www.ibs.it

 

Giulio Leoni

giulioleoniNarratore e autore di testi poetici e critici, si laurea in lettere moderne con tesi sui linguaggi della poesia visiva. Oltre a collaborare con saggi e testi creativi alle maggiori pubblicazioni specializzate, negli anni ottanta fonda e dirige la rivista Symbola, dedicata all'analisi della poesia e della letteratura sperimentali. Insegna Teoria e tecniche della scrittura creativa presso l'università "la Sapienza" di Roma.

A questa sua attività si accompagna nel tempo un crescente interesse per la narrativa, cui si dedica realizzando una serie di romanzi e racconti del mistero per lo più ambientati in epoche passate e basati su suggestivi enigmi storici, come nel ciclo dedicato alle avventure investigative di Dante Alighieri.

In altri scritti affronta poi temi più decisamente legati al giallo, l'avventura, la fantascienza e l'orrore, esplorando pressoché tutto il campo del fantastico.

Tra gli autori italiani di genere più conosciuti all'estero (sue opere sono state tradotte in una trentina di paesi), alla produzione maggiore affianca una serie di romanzi per ragazzi in cui rielabora i suoi temi in forme adatte a un lettore giovanile.

Ha collaborato inoltre con Il Falcone Maltese, rivista dedicata al noir, dove curava una rubrica dedicata ai prodromi della narrativa poliziesca.

Nel 2000 vince il Premio Tedeschi per il romanzo Dante Alighieri e i delitti della Medusa, e nel 2006 il Premio Lunigiana per la narrativa giovanile.

Con lo pseudonimo J.P. Rylan ha pubblicato dal 2006, sempre con Mondadori, il ciclo fantasy di Anharra. L'autore ha mantenuto fino al 2009 il riserbo su questa parte della sua produzione[3]. Nelle alette interne delle sue opere, nello spazio dedicato alla biografia, si leggeva solamente:

« J.P. Rylan è lo pseudonimo di uno scrittore di thriller di fama internazionale. »
(J.P. Rylan)

 

Il testamento del Papa

testpapaRoma, 999. La fine è vicina. Impaurito e disorientato, il popolo aspetta l'alba del nuovo millennio, ammaliato dai predicatori eretici che annunciano il giudizio universale. Incoronato papa da pochi mesi, Silvestro II sa bene tutto ciò, eppure dedica gran parte del suo tempo al dono inviatogli dall'imperatore d'Oriente: una statua che emette un suono simile a un canto. Ed è a quella macchina meravigliosa che Silvestro decide di affidare la sua eredità, un'eredità destinata a segnare i secoli a venire... Roma, 1928. La città sta cambiando volto. I faraonici progetti urbanistici voluti da Mussolini sono una grande opportunità per tutti gli architetti della capitale. Per tutti, tranne uno: fuori dal giro che conta, Cesare Marni si guadagna da vivere trafficando in oggetti d'antiquariato e, un giorno, viene avvicinato da un operaio che gli mostra la fotografia di una statua. L'uomo sostiene di averla trovata durante gli scavi nell'area dei Fori Imperiali e vuole sapere quanto vale. Incuriosito, Marni inizia le ricerche ed entra in contatto con un eccentrico professore, convinto che quella sia la leggendaria statua di Silvestro II, custode di un grande segreto. Ma, quando l'operaio viene barbaramente ucciso, Marni capisce che quella scoperta ha messo in moto una catena di eventi molto pericolosi, dietro cui si muovono personaggi oscuri e agenti dei servizi di mezza Europa. Perché a Roma è cominciata una caccia che potrebbe segnare le sorti del prossimo, ineluttabile conflitto mondiale.

Per acquistare il libro: www.ibs.it

 

 

MARTINO GOZZI

martinogozziMartino Gozzi è nato a Ferrara nel 1981. Nel 2002 vince la borsa di studio del Mondrian Kilroy Fund e nel 2004 pubblica il suo primo romanzo, “Una volta Mia” (peQuod). Ha tradotto, per varie case editrici, diversi autori inglesi e statunitensi, tra cui Marlon Brandon, Keith Richards e Steve Earle.

Con Feltrinelli ha pubblicato “Giovani promesse” (2009) e “Mille volte mi ha portato sulle spalle” (2013) e ha tradotto “Life”(con Andrea Marti e Marina Petrillo; 2012) di Keith Richards. Lavora alla Scuola Holden di Torino.

 

 

 

GIOVANI PROMESSE (Feltrinelli)

giovanipromAutunno, 1998. Emiliano ha diciassette anni quando ottiene una borsa di studio che gli apre le portedi una prestigiosa accademia di tennis negli Stati Uniti. Si ritrova catapultato all'estremità orientale di Long Island. Tutti, qui, sono giovani talenti del tennis, e la competizione è alta. Ma ci sono anche feste da organizzare, scorribande notturne e sfide che bisogna vincere a tutti i costi, non solo sulla terra rossa. A sole cento miglia, magnetica e scintillante, New York. D'un tratto l'altra metà del mondo appare a Emiliano lontanissima, quasi irreale, come anche l'immagine di una ragazza minuta, fragile e intelligente - Bianca - che lo sta aspettando. Cresce intanto il vitale rapporto con il compagno di stanza Nuke e l'infatuazione di entrambi per Camilla Banks. Una condivisione che presto diventa conflitto, scontro anche fisico. Molto deve ancora accadere. E il ritorno in Italia per Natale rimette tutto in discussione. Cosa conta di più? Il futuro di una giovane promessa del tennis o la promessa di un amore? La muta lealtà amicale o una nuova maturità? C'è spazio per una vera, profonda educazione sentimentale?

Per acquistare il libro: www.ibs.it

 

TERZA SERATA 25 LUGLIO
Presso: Libreria Le Querce - Viale Delle Querce 22
44029 Lido Degli Estensi (FE) - Tel: 0533324236 
Per informazioni : Leonardo Romani 347/9610913

LORENZO BECCATI 

lorenzobeccatiAutore televisivo e scrittore. Collaboratore stretto di Antonio Ricci, è noto per i suoi doppiaggi e per essere stato la "voce" del Gabibbo nel programma televisivo "Striscia la notizia".
Sua è anche la voce che doppia molti episodi di Paperissima.
Ha raccontato un aneddoto secondo il quale la voce del Gabibbo sarebbe in realtà quella di un ex-ergastolano che lavorava come piastrellista. Nel corso di una carriera televisiva che data agli inizi degli anni Ottanta, ha ricevuto numerosi riconoscimenti.
All'attività di autore televisivo ha affiancato anche quella di scrittore, producendo soprattutto thriller a sfondo storico e libri comici.

 

 

IL MIO NOME E' PIETRA (Nord) 

nomeepietraGenova 1901. La chiamano la Tunisina. La disprezzano. La temono. Eppure è a lei che i genovesi si rivolgono quando hanno bisogno d’aiuto. Pietra sostiene di essere una rabdomante. In realtà è solo una donna consapevole che il mondo non le perdonerebbe mai il suo straordinario intuito e il suo eccezionale acume. Talenti grazie ai quali riesce a trovare non solo sorgenti d’acqua, ma anche bambini scomparsi e gioielli rubati. E, quando vengono compiuti delitti all’apparenza inspiegabili, persino le autorità cittadine si avvalgono dei suoi servigi. In questo caso, però, Pietra è stata chiamata dal Bargello per un motivo diverso: accanto al corpo di una donna, picchiata a morte, è stata trovata una bacchetta da rabdomante, circostanza che fa di lei la principale indiziata dell’omicidio. Per dimostrare la propria innocenza, Pietra sarà costretta a indagare per conto proprio e, ben presto, si renderà conto che quella giovane è come un fantasma emerso dalle ombre del suo passato, che riporta in superficie vecchi rancori e rimpianti mai sopiti. E adesso è venuto il momento di affrontarli, prima che l’assassino torni per lei

Per acquistare il libro: www.ibs.it

 

 

 

 

 

 

Nikola P.Savic

nicolasivicDi origine serba, si è trasferito in Italia quando aveva 12 anni. Campione di Thai Boxe, laureato in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Bologna, vive e lavora in provincia di Venezia con la moglie bulgara e la figlia, provetta ballerina. Tra i suoi scrittori preferiti, Charles Bukowski e Fëdor Dostoevskij. Il suo peggior difetto? La pigrizia. Tra dieci anni s’immagina ancora più ozioso e, curiosamente, più stupido di adesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

“VITA MIGLIORE” (Bompiani)
vitamigl"Vita migliore" racconta di Deki, un ragazzo serbo che all'inizio della storia ha dodici anni e mezzo e poco alla volta diventa adolescente, ma parla anche dell'Ingegnere suo padre, di Sve sua madre, della sua nonna-vampiro, e di Ivana, di Milica, di Uros il Piccolo, di Scabbia, di Mihailo. Racconta del quartiere 62° nord della Nuova Belgrado, dei ragazzi che vivono nei palazzoni grigi costruiti dal regime titoista e passano i pomeriggi sui cubi di cemento nei cortili tra un edificio e l'altro. Racconta dell'amicizia, del senso di appartenenza. Racconta della scoperta del sesso, di palpeggiamenti e innamoramenti, di inseguimenti, di estati arroventate, di bagni nel fiume Sava, della ricerca di un'identità difficile da trovare e ancora più da conservare. Racconta di una generazione che cresce tra le rovine di un sistema totalitario, molto più coinvolta nelle rivalità tra i diversi quartieri che nei conflitti interetnici e di religione. Racconta del Maresciallo Tito, in pagine esilaranti che si inseriscono tra le vicende del protagonista. Racconta della violenza latente, di ragazzoni che girano per i quartieri periferici con le pistole sotto il golf in cerca di pretesti per usarle. Racconta delle conseguenze della guerra. Con una nota di Andrea De Carlo.

Per acquistare il libro: www.ibs.it

 

 

Raffaella Silvestri

Cresciuta negli anni ’90, quando tutto sembrava possibile e la gente si credeva ricca anche senza esserlo, accantona il sogno di scrivere per un lavoro sicuro.  Si è laureata all’Università di Cambridge e da allora ha sempre lavorato nel ramo del marketing e della comunicazione. Quando si è resa conto che gli anni ’90 erano solo un miraggio, decide coraggiosamente di lasciare il lavoro e dedicarsi alla scrittura. Tra i suoi autori preferiti, Doris Lessing, Virginia Woolf e Francis Scott Fitzgerald. Gioca a tennis e corre lungomare d’estate. L’esperienza più importante nella sua vita? Un anno a Helsinki da sola.

raffaella-silvestri«C’è qualcosa di lei che lo disturba. Viola, dovrebbe avere una luce scura, sui toni del bordeaux, e una musica bassa e incalzante e minacciosa come Una notte sul Monte Calvo di Musorgskij. Invece ha una luce decisamente gialla e una musica allegra e leggera con tratti di silenzio, come una melodia di Britten, che è un allegro che poi nasconde molto altro – dio sa cosa, in realtà.
Si siede sotto l’albero come se lo aspettasse, come se aspettasse qualcosa da lui, ma lui non sa cosa una luce gialla potrebbe volere da lui, che è ovviamente azzurro, pallido e freddo, come il giorno in cui è nato, come il posto da cui viene, come la bandiera della Finlandia: netta, semplice, rilassante.»

 

 

“LA DISTANZA DA HELSINKI” (Bompiani)

stanzahelsLa distanza da Helsinki (Bompiani), romanzo di esordio di Raffaella Silvestri – giovane autrice, finalista del talent show televisivo per scrittori Masterpiece – è una storia d’amore e di crescita, un vero e proprio romanzo di formazione a due voci che osserva da vicino il percorso esistenziale di un giovane uomo e una giovane donna che si conoscono ragazzini, si allontanano e si avvicinano, si perdono e si trovano, fino a scoprirsi adulti e vicini nonostante ogni ostacolo possibile.
I due protagonisti, all’inizio di questo racconto, hanno entrambi sedici anni, ma sembrano diversi come il giorno e la notte: lei, Viola, è una ragazzina solare, espansiva, che cerca con tutte le sue forze di nascondere i vuoti della sua vita e il dolore per la morte della madre dietro una facciata di vitalità e di serenità; lui, Kimi, è un pianista che guarda solo al suo universo interiore e che non vuole mescolarsi con la realtà circostante, con quel mondo esterno che appare ai suoi occhi come tragicamente ottuso, insignificante e ostile. Le loro due diverse solitudini si incontrano a Londra – luogo anche fisicamente intermedio tra Milano, dove abita Viola, ed Helsinki, città natale di Kimi – durante un corso estivo di inglese, e da quel momento la geometria delle vite dei due ragazzi cambia inesorabilmente. Quello tra Viola e Kimi è un incontro strano e difficile, e quello della loro reciproca conoscenza è un percorso straordinariamente accidentato, ma le loro esistenze non si allontaneranno mai: anno dopo anno i due ragazzi crescono, si separano, si incontrano di nuovo, soffrono e sbagliano e gioiscono, finché un giorno, sedici anni dopo il loro primo incontro, si ritrovano adulti, capaci finalmente di condurre su un binario comune le loro due vite.
La distanza da Helsinki è un romanzo coraggioso nel suo affrontare un tema complicato come quello della reciproca conoscenza, della crescita, del rispetto delle differenze con uno sguardo che, pur senza fare sconti a nulla e a nessuno, resta sempre aperto, positivo, fiducioso, senza mai scivolare nella retorica banale o nel buonismo fino a se stesso. Le sue pagine ci regalano una storia forte, a tratti tragica, sicuramente intensa, che racconta con precisione la fatica di crescere e di trovare negli altri uno specchio capace di rivelarci qualcosa di vero a proposito di noi stessi.
Per acquistare il librio: www.libreriauniversitaria.it

 

QUARTA SERATA 01 AGOSTO
Presso: Museo d'Arte Contemporanea 'Remo Brindisi'
Lido di SpinaVia Nicolò Pisano, 45
Per informazioni : Leonardo Romani 347/9610913

 

ENRICO VANZINA 

vanzinaRoma26 marzo 1949 è uno  e produttore cinematografico italiano. È il primogenito del regista e sceneggiatore Steno (pseudonimo di Stefano Vanzina) e di Maria Teresa Nati, e fratello maggiore del regista e produttore Carlo Vanzina. Nel 2013 gli è stato attribuito il Premio America della Fondazione Italia USA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 IL GIGANTE SFREGIATO (Newton Compton) 

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Max Mariani era un avvocato della Roma­bene, con una Porsche fiammante e una casa nei quartieri alti. Adesso è uno scalcinato detective privato che vive di espedienti, beve litri di vodka e ha un debole per le ragazze facili. Eppure ha fiuto, e per risolvere un caso è il migliore sulla piazza. Quando un ex rugbista con la passione per le risse chiede il suo aiuto, Max non esita neanche un secondo: il gigante sfregiato, di nome Sandrone, vuole sfuggire a una donna senza scrupoli, decisa a farlo fuori. E poco importa se quella bionda con la passione per i soldi facili e qualche nemico di troppo offrirà un lauto compenso proprio a Mariani per trovarle Sandrone. Già, perché Max è fatto così: è avido, cinico e arrogante, e soprattutto adora ficcarsi nei guai, meglio se accompagnati da un mucchio di soldi.

Per acquistare il libro : 
www.newtoncompton.com

 

 

 

 

 

 

 

QUINTA SERATA 08 AGOSTO
Presso: Libreria Le Querce - Viale Delle Querce 22
44029 Lido Degli Estensi (FE) - Tel: 0533324236 
Per informazioni : Leonardo Romani 347/9610913

 

MARCELLO SIMONI 

marcellosimoni

Nasce a Comacchio, in provincia di Ferrara, nel 1975.

Ex archeologo, laureato in Lettere, svolge attualmente il lavoro di bibliotecario. Ha pubblicato diversi saggi storici, soprattutto per la rivista specialistica Analecta Pomposiana. Molte delle sue ricerche riguardano l'abbazia di Pomposa, con speciale attenzione agli affreschi medievali che raffigurano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e dell'Apocalisse.

Sul fronte della narrativa ha partecipato all’antologia 365 racconti horror per un anno, a cura di Franco Forte. Altri suoi racconti sono usciti per la rivista letteraria Writers Magazine Italia.

Il suo primo romanzo, Il mercante di libri maledetti, è un thriller medievale che ruota intorno alla figura di Ignazio da Toledo, mercante di reliquie mozarabo, e a uno sfuggente manoscritto intitolato Uter Ventorum, in grado secondo leggenda di evocare gli angeli. In realtà questo volume è uno pseudobiblion come il Necronomicon citato da H.P. Lovecraft. Per il successo conseguito da questo romanzo l'autore ha ricevuto il 24 novembre 2011 il premio What's up Giovani Talenti per la cultura.

Nell'ottobre del 2012 pubblica La biblioteca perduta dell'alchimista con protagonista ancora il mercante Ignazio da Toledo e a partire dall'agosto dello stesso anno Rex Deus. L'armata del diavolo, ebook a puntate poi pubblicato in cartaceo con il titolo L'isola dei monaci senza nome.

Nel tempo libero Simoni organizza eventi culturali di taglio letterario.

Attualmente sta lavorando ad un nuovo romanzo, ancora molto segreto. Si sa solamente che sarà ambientato nel XIV secolo.

 

"L' ABBAZIA DEI CENTO PECCATI - LA SUPERBIA" (Newton Compton) 

centopeccNapoli, Anno del Signore 1229. La scia di omicidi lasciata da un pericoloso e sfuggente cavaliere costringe l'inquisitore Konrad von Marburg a indagare sulla setta dei Luciferiani, devota a un antichissimo culto astrale. Suger de Petit-Pont, un "magister medicinae" cacciato dall'università di Notre-Dame, si trova suo malgrado coinvolto nella vicenda, attirando su di sé i sospetti di von Marburg. Ma non sarà l'unico a cadere nelle sue mani, avide di assicurare un colpevole alla giustizia divina: Ignazio da Toledo, giunto infatti a Napoli per vendere una reliquia, infiammerà i sospetti dell'inquisitore, fino al punto da essere ritenuto addirittura a capo dei famigerati Luciferiani e responsabile di tutti i delitti. Trovare una via d'uscita e dimostrare la propria innocenza non sarà affatto facile: Ignazio inizierà una complicata e rischiosa ricerca, che lo spingerà nel sud d'Italia, fino in Sicilia, alla "Corte dei miracoli" di Federico II. Il mistero sulla temibile setta si cela forse tra le mura del palazzo imperiale? E cosa nascondono i Luciferiani di così prezioso da valere il sacrificio di tante vite?

 

 Per acquistare l'Ebook: www.newtoncompton.com

 

 

 

 

MAURIZIO DE GIOVANNI

degiovaMaurizio de Giovanni è nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora. Nel 2005 partecipa, quasi per gioco, ad un concorso indetto da Porsche Italia riservato a giallisti emergenti presso il Gran Caffé Gambrinus. Viene fuori un racconto ambientato nella Napoli degli anni Trenta, 'I vivi e i morti', protagonista il commissario Ricciardi con cui vince in quell'anno ilpremio nazionale 'Tiro Rapido'. Il racconto è la base di un romanzo edito da Graus nel 2006, 'Le lacrime del pagliaccio', poi rieditato l'anno dopo con il titolo 'Il senso del dolore'. Ha inizio così la serie di romanzi di grandissimo successo ambientata nella Napoli degli Anni Trenta, protagonista il commissario Ricciardi.

Nel 2007 Fandango edita 'Il senso del dolore - l'inverno del commissario Ricciardi', la prima delle quattro stagioni . Segue nel 2008 'La condanna del sangue - la primavera del commissario Ricciardi' , nel 2009 'Il posto di ognuno - l'estate del commissario Ricciardi' e nel 2010 'Il giorno dei morti - l'autunno del commissario Ricciardi'. Per quest'ultimo arrivano anche i primi importanti riconoscimenti. Definito pubblicamente 'un piccolo capolavoro', vince nel 2011 il premio Nebbia Gialla' di Suzzara e il premio Hadrianus' a Tarquinia.

Nel 2011 esce in libreria, questa volta per Einaudi Stile Libero, 'Per mano mia - il Natale del commissario Ricciardi'. Il successo è scontato e al libro e al suo autore vengono presto dedicate critiche e recensioni entusiaste. Il libro viene premiato, tra gli altri, con il Premio 'Mariano Romiti' 2012 e il Premio Eccellenza della Scrittura Italiana di Carinate

Nel 2012 si cimenta in un 'noir' ambientato nella Napoli di oggi e pubblica con Mondadori 'Il metodo del coccodrillo'. Il successo è immediato e il nuovo personaggio del romanzo,l'ispettore Lojacono, entra anche lui subito nel cuore dei suoi fedeli lettori. Il libro vince il prestigioso Premio Scerbanenco 2012 e il Premio Mediterraneo del Giallo e del Noir.

Nello stesso anno Einaudi ripubblica le stagioni del commissario Ricciardi in versione tascabile.

A novembre ritorna l'amato commissario con 'Vipera - Nessuna Resurrezione per il Commissario Ricciardi', edizioni Einaudi Stile Libero, che lo consacra definitivamente tra i più grandi giallisti italiani.

A questo libro sono stati attribuiti nel 2013 prestigiosi riconoscimenti quali il Premio Selezione Bancarella, il premio Camaiore Letteratura Gialla e il premio Giuria Viareggio

Nel 2013 torna in libreria l'ispettore Lojacono, questa volta con Einaudi e con la sua nuova squadra : 'I Bastardi di Pizzofalcone', ispirata all'87º Distretto di Ed McBain. Ne fanno parte altri sei nuovi personaggi e anche questo libro viene accolto da ottime recensioni e successo di vendite. Non passa molto per leggere 'Buio per i Bastardi di Pizzofalcone' , uscito a novembre 2013, che ha consolidato la fedeltà dei suoi lettori anche per i nuovi personaggi. «Probabilmente è il migliore dei suoi libri - ha scritto Enzo D'Errico sul Corriere della Sera - un intreccio mozzafiato che ti cattura facendo a meno dell’adescamento sentimentale suggerito dall’ eroe solitario e ti tiene prigioniero senza versare una sola goccia di sangue». 

Della serie dei 'Bastardi...' sono stati acquistati i diritti televisivi e presto diventerà una fiction per Raiuno.

Nello stesso mese esce un suo racconto, dal titolo "Un giorno di Settembre a Natale", all'interno dell'antologia "Regalo di Natale" edito da Sellerio

In attesa del nuovo romanzo del commissario Ricciardi, è uscito quest'anno in libreria per le edizioni Cento Autori 'Le mani insanguinate' , una raccolta di quindici tra i suoi migliori racconti noir.

La fama del commissario Ricciardi e del 'coccodrillo' ha varcato da tempo anche i confini. Le stagioni di Ricciardi sono state già tradotte in spagnolo e catalano per la Spagna e l'America Latina, in Germania sono in libreria già cinque storie edite da Suhrkamp, poi in Francia, Gran Bretagna, negli Usa, in Danimarca .... .

Lo scrittore napoletano ha un grande seguito anche sui social network (Facebook e Twitter) dove sono migliaia i fans che seguono e partecipano alle pagine dedicate alla sua attività.

Nel 2014 gli è stata dedicata anche una camera di un hotel a Napoli. La motivazione : 'con la sua penna, è riuscito sapientemente a raccontare uno dei film più suggestivi e belli di sempre: Napoli con i suoi vicoli, la cultura, la storia e la cronaca di tutti i giorni'.

L'uscita dell'attesissimo nuovo romanzo del commissario Ricciardi è prevista nel prossimo mese di giugno

Opinionista per i maggiori quotidiani nazionali, oltre a storie per il teatro, da grande sportivo e tifoso del Napoli ha pubblicato diversi racconti sulla sua squadra del cuore. Collabora attualmente per il 'Mattino' di Napoli. il 'Corriere dello Sport' ed è ospite fisso nel 'Processo del Lunedì in onda su RaiSport 1. Inoltre interviste sulla sua città e sulla squadra azzurra sono molto frequenti su giornali, radio e televisioni locali.

 

 

In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi

 (Einaudi) 

In fondo al tuo cuorel romanzo dell’infedeltà. Immersa nel caldo torrido di luglio e nei preparativi per una delle feste piú amate, la città è sospesa tra cielo e inferno. Quando un notissimo chirurgo cade dalla finestra del suo ufficio, per Ricciardi e Maione inizia una indagine che li porterà nel cuore dei sentimenti e delle passioni piú tenaci e sconvolgenti. Infedeltà e tradimento sembrano connessi in modo inestricabile alla gioia rara dell’amore. Troppo per non rimanerne toccati. Il dubbio e l’incertezza si fanno strada sempre piú nell’animo dei due investigatori, messi di fronte ai lati oscuri dell’anima. Sono le donne della loro vita a reclamare attenzione. La difficoltà di Ricciardi di abbandonarsi all’amore spinge verso inconsueti approdi l’intrepida Enrica e fa osare passi azzardati alla bellissima Livia, mentre per Maione la stessa felicità familiare sembra compromessa. Maurizio de Giovanni mette in scena con superba maestria, nel suo romanzo di piú ampio respiro, una galleria di personaggi e ambienti diversissimi, antichi mestieri coltivati e tramandati come religioni accanto a quartieri malfamati e interni borghesi troppo tranquilli. Angeliche, infernali e appassionate, sui destini di ciascuno volano le note di una delle piú belle canzoni mai scritte a Napoli, mentre tutto rischia di precipitare nell’abisso. Perché «il caldo, quello vero, viene dall’inferno»

 Per acquistare il libro: www.amazon.it

 

 

 

 

 

 

SIMONE SARASSO

 

simonesarassoSimone Sarasso, scrive storie nere per la narrativa, i fumetti, il cinema e la TV. Vive a Novara, e nel (poco) tempo libero fa l’educatore in una scuola elementare. 

 

Ha pubblicato racconti in diverse antologie e collabora con alcune riviste («Carmilla», «Milano Nera Web Press», «Satisfiction», «Hot»). 
Settanta è il secondo capitolo di una trilogia noir sui misteri e le trame della Storia d’Italia dal dopoguerra a Tangentopoli. Il primo volume, Confine di Stato (2007, finalista al Premio Scerbanenco-La Stampa 2007), è edito da Marsilio.

 

TRILOGIA SPORCA D' ITALIA – Il paese che amo (Marsilio)

 

paesecheamoIl titolo, “Il paese che amo”, sono le parole con cui termina il libro - le parole con cui inizia il suo discorso l’uomo che ha fondato da poco un nuovo partito e che mira a diventare Presidente del Consiglio. Quello che porta scarpe con il rialzo, il signore delle televisioni private che è sceso in campo perché “L’Italia me lo chiede”. E non si sa se ridere o piangere davanti a queste dichiarazioni, perché noi lettori sappiamo il ‘dopo’.
Nel romanzo di Sarasso il nome del personaggio che, nel 1994, chiude un’epoca aprendone un’altra, è Mauro Fedele - nessuno dei personaggi di Sarasso ha un nome riconducibile alla realtà, ma ci vuole poco per individuare chi siano anche se, nella postfazione, l’autore ribadisce quanto aveva precisato nei due precedenti libri della sua trilogia: “Il paese che amo” è prima di tutto fiction, è “un’inestricabile mescolanza di Storia e finzione”. Accettiamo quello che dice Simone Sarasso, perché la grandiosità del suo romanzo sta proprio in questo - nell’aver studiato (e con impegno non da poco), raccolto materiale, tirato le fila di avvenimenti in apparenza scollegati che hanno avuto luogo in Italia tra il 1981 (dopo la strage di Bologna con cui finiva “Settanta”) e il 1994, e averli rimaneggiati, ricuciti, reinterpretati in una maniera niente affatto pedissequa ma brillante, scoppiettante, viva. Viva nelle parole dei personaggi a ognuno dei quali Simone Sarasso attribuisce quei tocchi caratterizzanti che li rendono unici e indimenticabili. Perché sono tanti i personaggi che si muovono sulla scena e, come d’abitudine, Sarasso li introduce tutti, uno dopo l’altro nei capitoli iniziali. Ci troviamo attorniati da loro - Andrea Sterling, l’Uomo Nero dei Servizi Segreti che fa il lavoro sporco per lo Stato, Mimmo Incatenato, l’integerrimo giudice calabrese che ora è sposato con il giudice Rita Brigante, Ljuba Marekova, la biondina polacca che finirà per diventare pornostar in Italia, Tito Cobra e i suoi garofani rossi, il mafioso Salvo Riccadonna detto Dracula - e ci sentiamo un poco frastornati, come ci succede quando leggiamo un romanzo russo, ci pare impossibile riuscire a differenziarli, a ricordare tutti loro e quelli che hanno a che fare con loro, e invece…, oplà, ecco il colpo della bacchetta magica di Sarasso. 
Un accenno al passato, una parola in dialetto, uno sguardo all’incredibile azzurro degli occhi di una, agli occhiali a specchio di un altro - lascia cadere dettagli come sassolini, Sarasso, e intanto, senza neppure accorgercene, insieme a questi personaggi siamo trascinati in un vortice di trame oscure grondanti sangue. Pizza Connection e la raffineria di droga in Sicilia, il mistero delle imprese che falliscono, chiudono e lasciano spazio ad altre nuove che poi falliscono e chiudono a loro volta, il fiume dei soldi che scorre verso la Svizzera, l’attentato al Papa, il sequestro dell’Achille Lauro (che non si chiama così nel libro, naturalmente) e la crisi di Sigonella, l’incredibile vicenda della pornostar che diventa Onorevole, l’esplosione dello shuttle e Chernobyl, la scoperta dell’esercito segreto Gladio e le rapine-carneficine della Uno Bianca, Tangentopoli, i pentiti e il Maxiprocesso degli uomini della Mafia, Falcone e Borsellino - altro ancora?
Non mi era mai capitato, leggendo un libro, di interrompermi così spesso per fare ricerche su internet, per arpionare brandelli della mia memoria, per agganciare ombre di ricordi. Perché una cosa è leggere gli articoli dei quotidiani, giorno dopo giorno, per anni, con un fattaccio che viene spazzato via e sostituito da un altro successivo, e una cosa del tutto diversa è leggere una sequenza unica in cui è il mago scrittore che tira le fila, ammicca, suggerisce, esplicita, mentre un gigantesco riflettore illumina la scena in tutti i suoi angoli. Quando terminiamo la lettura (e grazie al cielo ci sono dei ‘buoni’ per cui tifare) ci sembra di soffocare sotto le macerie del paese che amiamo. Ma no, non sono macerie, non sono neppure immondizie, è un’intera montagna di escrementi (Sarasso userebbe una parola più cruda e più adatta al mondo che descrive) che ci è precipitata addosso.
Simone Sarasso è un grande scrittore ed è anche uno scrittore che ha coraggio - coraggio di affrontare la nostra Storia, di scavare, di impegnarsi in ricerche e in prese di posizione, di non tacere. Anche “Il paese che amo”, come i due romanzi precedenti, è un libro importante, assolutamente da leggere. Con la speranza che venga il momento, per l’autore, di affrontare il decennio successivo e restituircelo in un nuovo romanzo.

Per acquistare il libro: www.marsilioeditori.it

 

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Attenzione, durante gli incontri sarà possibile acquistare i libri che saranno oggetto di discussione durante la serata. Le pubblicazioni saranno autografate direttamente dagli autori.

Libreria Le Querce
Viale Delle Querce 22
44029 Lido Degli Estensi (FE) - Tel: 0533324236
Per informazioni : Leonardo Romani 347/9610913


Librandosi 2014

è un'iniziativa presentata da: 
Made Eventi - Delphi International
con il contributo di
Comune di Comacchio, Camera di Commercio di Ferrara, Provincia di Ferrara
e patrocinata dal Consorzio del Lido degli Estensi
Le serate saranno presentate dall'autore della rassegna : Leonardo Romani

 

 

Le aziende che sostengono il progetto
Summer Eventi 2014

 

 

Informazioni aggiuntive

  • Categoria: Cultura
  • Organizzazione: Made Eventi
  • Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Luogo: Lido degli Estensi
  • Via: Lido degli Estensi, Viale Carducci
Letto 1935 volte Ultima modifica il Lunedì, 28 Luglio 2014 15:22

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L'attuale PALAZZO VESCOVILE, un tempo dimora del governatore della città, diventa sede del vescovo soltanto a partire
Eretto nel 1631 - 1635, fu voluto, come il Trepponti dal Cardinale Pallotta. Ideato e progettato dall'architetto Luca
Costruito nel XVII secolo, collega Via Agatopisto con Via Buonafede.  
Eretto nel XVII secolo, unisce Via Cavour e Via Carducci Il Trepponti, forse il monumento civico più conosciuto, o
Ponte del Carmine situato in Via Giosuè Carducci Ubicato di fronte alla Chiesa del Carmine, risale al XVIII secolo.
Eretto nel XVII secolo, unisce Via Cavour e Via Carducci

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